Attore piuttosto noto all'estero e non conosciuto in Italia quanto meriterebbe, ha preso parte a numerose importanti produzioni e a film che sono ormai entrati a far parte di diritto nella gloriosa storia del cinema. Nato a Yonkers il 29 dicembre 1937, dopo il felice quanto acclamato esordio sulle scene teatrali di Broadway, vera palestra di moltissimi attori americani, Jon Voight debutta sul grande schermo direttamente in un grande classico "L'ora delle pistole (Vendetta all'O.K. Corral)", di John Sturges, a cui fa seguito il ruolo di protagonista nel film "Out of It", non ancora distribuito in Italia.
Dopo vari altri film in cui si conferma sempre attore di gran classe o nella migliore delle ipotesi caratterista carismatico, gode di un'opportunità irripetibile, che non si farà sfuggire, con "Un uomo da marciapiede", di John Schlesinger. La sforzo interpretativo viene ampiamente ripagato e la sua partecipazione alla pellicola gli vale una prima nomination all'Oscar, il riconoscimento della critica cinematografica di New York e Los Angeles e un British Academy Award.
Da questo momento in poi, per l'attore sarà un susseguirsi di ruoli memorabili in film come, tanto per citare i principali: "Comma 22", "Il rivoluzionario" o il fondamentale "Un tranquillo weekend di paura", senza dimenticare un classico dello spionaggio come "Dossier Odessa".
Ma Voight non è il tipo da dormire sugli allori e da accontentarsi del successo raggiunto, anzi, fa di tutto per mettersi continuamente alla prova. Ingaggiato, infatti, per interpretare la parte del marito di
Jane Fonda, nel film "Tornando a casa" (una triste vicenda relativa al Vietnam e ai sui reduci), l'attore convince il regista (Hal Ashby), a fargli cambiare il ruolo con quello del tormentato paraplegico Luke Martin. Questa interpretazione gli varrà un Oscar come miglior attore, un Golden Globe, il premio del Festival di Cannes e il premio della critica di New York e Los Angeles.
Successivamente Voight interpreta "Il campione", con Faye Dunaway e un giovanissimo Ricky Schroder, ma si cimenta anche in qualità di produttore, veste in cui annovera alcune produzioni di successo. Altri riconoscimenti piovono con il film di Konchalovsky "A trenta secondi dalla fine", ossia una terza nomination all'Oscar ed una al London Film Critics Award. Tra i lavori per la televisione, invece, ricordiamo la sua prima prova di regia, "The Tin Soldier", anch'essa foriera di numerosi riconoscimenti, tra i quali quello come miglior film per bambini al Festival di Berlino.
Tra le sue apparizioni cinematografiche degli ultimi anni, per citare solo quelle apparse in lingua italiana, vi sono quelle di: "Nemico pubblico", "Il mago della pioggia", di
Francis Ford Coppola, "U-Turn", di
Oliver Stone e "Heat - La sfida", di Michael Mann, oltre al più "commerciale" "Mission: Impossible", al fianco del più giovane divo
Tom Cruise.
Poi, un grande rilancio delle sue capacità e della sua tempra carismatica a tutta prova è testimoniata nel kolossal di produzione hollywoodiana "Il signore degli Anelli" (trasposizione cinematografica del famoso romanzo di
Tolkien, per la regia di
Peter Jackson).
Una nota curiosa: forse non tutti sanno che la celebre
Angelina Jolie, la fredda e implacabile
Lara Croft, protagonista della serie cinematografica "Tomb Rider", è sua figlia.
La TV italiana attende la fiction TV "
Giovanni Paolo II" in cui Jon Voight interpreta l'importantissimo e delicatissimo ruolo del Papa.