Biografia di Humphrey Bogart

Humphrey Bogart

Maschera e carisma

Humphrey Bogart
Newyorkese di famiglia benestante, il principe dei "duri" cinematografici, nasce il 25 Dicembre 1899. Dopo aver abbandonato gli studi e prestato servizio militare in marina, indirizza i suoi interessi al mondo dello spettacolo lavorando per l'impresario teatrale William Brady e debuttando come attore sui palcoscenici teatrali. Pubblico e critica cominciano ad accorgersi di lui quando interpreta Duke Mantee nell'adattamento per il palcoscenico della "Foresta pietrificata".

Prima del 1941 partecipa a molte produzioni, soprattutto di genere poliziesco (ma anche ad un paio di western e ad un fantahorror), parte delle quali si ricordano per la presenza di prestigiosi protagonisti più che per le sue interpretazioni. Ma quando John Huston lo sceglie nel ruolo di Sam Spade nel "Mistero del falco" il successo è incondizionato. Attore e regista creano il personaggio Bogart, sardonico e duro, che si arricchisce di interessanti sfumature introspettive nelle prove che seguiranno.

Tuttavia, come scrive Pino Farinotti: "Contrariamente ai grandi divi di quell'epoca, Bogart è piccolo e normale, e non ha nemmeno spiccate doti espressive ma ha una certa maschera particolare, un po' sofferente che funziona. [...]. Affermatosi "faticosamente" rispetto ai suoi contemporanei, comunque più dotati di lui, Bogart è stato fortunato. La sua maschera "normale ma forte", possedeva una sorta di confusa, inconsapevole modernità che gli è valsa un'immagine e un successo postumo al di là delle sue effettive qualità".

Fatti salvi questi limiti, rimane il suo immortale carisma. Fuorilegge stanco e redento con il Raul Walsh di "Una pallottola per Roy", avventuriero romantico e taciturno nel "Casablanca" di Curtiz, ha interpretato i ruoli più diversi. Con Howard Hawks è il detective Marlowe del "Grande sonno", ancora con Huston è lo spigoloso battelliere della "Regina d'Africa" o il reduce dell'"Isola di corallo".

Dalla fine degli anni '40, Bogart, idolo delle platee e personaggio pubblico noto per le scelte anticonformiste, continua a lavorare con minore grinta ed impegno ritrovando il suo magnetismo solo con registi sensibili che gli affidano personaggi difficili e controversi ("L'ammutinamento del Caine") o che lo catapultano impensabilmente nella commedia ("Sabrina").

Uomo maturo, ma ancora dotato di grande fascino, riempie le cronache scandalistiche con il suo amore per la giovanissima Lauren Bacall, per la passione per il mare e per l'alcool, per il suo carattere intrattabile e il caustico senso dell'ironia nei confronti della stampa e dello star-system, per la lunga e disperata malattia (morirà il 14 gennaio 1957 a causa di un tumore ai polmoni).

Amato in vita e vivo nella leggenda (Woody Allen ne rifonda il mito con "Provaci ancora Sam"), Bogart, sullo schermo, è lo sguardo profondo annegato in melanconici ricordi, lo spirito individualista che non si fa illusioni sul mondo che lo circonda, l'uomo vulnerabile dietro la scorza del duro. Eroe classico ed insieme straordinariamente moderno. Inimitabile, persino nel modo di accendere e fumare l'immancabile sigaretta.



















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